Lucia Rosa Della Valentina

Nelle mie opere non c'è nulla di definito, materia in fase di evoluzione, di formazione, energia da dispiegarsi.

Affiorano immagini come un lampo nella notte, ma i segni sono una scrittura ancora da decifrare nel futuro. A volte come una paziente tessitura creo delle trame con un ordine prestabilito. Spesso un'esplosione di colori, di vibrazioni, scavo nell'invisibile come al microscopio.

Ecco.. la femminilità , come sensibilità e mistero da scoprire, come un pozzo profondo dove perdersi. Altre volte affiorano, tracce come impronte del vissuto, ancora punto d'incontro tra passato e futuro.

Ed ancora mi immergo nel verde di un prato e sento il pulsare di un cuore e nella natura una totale armonia. Chi guarda deve lasciarsi trasportare dalle sensazioni, deve riconoscersi . L'arte è per tutti è espressione dell'Anima, attraverso il lungo percorso evolutivo dell'uomo.

La vera scuola per me è stata il territorio in cui sono cresciuta a nove chilometri da Venezia, in simbiosi con la bicicletta mio veloce e liberatorio mezzo di perlustrazione, nel caos di un paese industriale e contadino. Una bella casa immersa nel verde, la casa dei nonni a Venezia, in questa città senza tempo ho avvertito l'armonia del bello, la fluidità dei colori e del tempo, l'emozione per un'opera del Tiziano, i colori del Bellini e quel punto d'incontro con la PopArt, la musica e quegli artisti di tutto il mondo, la scuola d'arte. E poi.. il profumo della palude dietro casa mia, il gracidare delle rane il canto dei grilli, la luna piena nelle buie notti d'estate, il suono sordo delle navi nei giorni di Scirocco quando il paese diventava grigio e umido, quella dura realtà operaia. Il profumo delle rose mescolato allo smog delle industrie il profumo intenso dei gigli in chiesa.

Il mio spirito inquieto e ribelle alle regole si è imbattuto in questa realtà così complessa ma è dal caos che a volte nasce l'ordine ed io l'ho cercato con stupore e gioia attraverso il disegno, la materia da modellare , i colori, cercando di far scoccare quella scintilla che fa emozionare.